landscapeFoto anna mondavio
 
La nostra ospite di oggi è la Dottoressa Anna Mondavio, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene. 
Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Università La Sapienza di Roma, la Dottoressa Mondavio ha ottenuto nel 1996 il suo Dottorato di Ricerca in Didattica delle lingue e delle Culture presso l’Università La Sorbonne Nouvelle a Parigi. Su questo argomento ha pubblicato nel corso degli anni diversi articoli in varie riviste italiane, francesi e inglesi, soprattutto per quanto riguarda la tematica dell’apprendimento/insegnamento dell’italiano come Lingua Straniera.
A partire dal 1992 ha lavorato, soprattutto in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, in qualità di Lettrice di italiano presso diversi Atenei all’estero (Budapest, Bruxelles e Louvain-la-Neuve), mentre nel 2001 ha ricevuto il suo primo incarico come Addetto Culturale, prestando servizio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lille (Francia), e in seguito presso l’Istituto di Londra. Nel 2014 ha assunto la direzione dell’Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile. Attualmente, e dal 1 ottobre 2018, è Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene.
In questa intervista*, a quasi un anno di distanza dopo il suo trasferimento ad Atene, la Dottoressa Mondavio ci racconta le sue prime impressioni dalla Grecia e ci parla tra l’altro dei legami di vecchia data tra l’Italia e la Grecia, del ruolo fondamentale che il patrimonio culturale svolge per entrambi i Paesi, dello stato della cooperazione culturale italogreca e dell’italofonia in Grecia, nonché delle iniziative, priorità e futuri progetti dell’Istituto in campo culturale.   
 
- Sono ormai passati mesi dal suo trasferimento in Grecia. Quali le sue prime impressioni dalla capitale greca? Le sorprese positive, le difficoltà incontrate...
 
Quando sono arrivata in Grecia nell’ottobre del 2018 ho trovato una capitale certamente provata dalla crisi economica ma anche piena di fermenti creativi e decisa a lottare contro le difficoltà con grande coraggio. Una vera ebollizione nel mondo della cultura: nelle arti figurative, nel teatro, nella scrittura, ecc... un forte desiderio di rinascere e tornare ad essere protagonisti soprattutto attraverso la cultura e la creatività artistica.
Per quanto riguarda la capitale, Atene mi ha regalato molte grandi e piccole sorprese quotidiane: ho notato per esempio grandi spazi verdi in pieno centro, splendidi ulivi, aranci e limoni dappertutto e, naturalmente, il mare a due passi... In primavera, poi, il profumo dei fiori di arancio si diffonde in ogni luogo facendo dimenticare la città; nelle sere d’estate il canto delle cicale ci offre un altro regalo inaspettato… Così ogni tanto possiamo anche immaginare di essere lontani dal tran-tran tipico delle metropoli. Per non parlare poi delle tre anime greche che si fondono, confondono e si ritrovano nei diversi angoli di Atene: l’anima mediterranea, l’anima orientale e quella balcanica che danno alla capitale un colore molto particolare, unico nel suo genere!
In conclusione, nonostante le difficoltà, si notano grande spirito di adattamento, inventiva e creatività nel risolvere le situazioni più varie, un grande coraggio nell’affrontare i problemi. Si può parlare di una caratteristica tutta dei popoli del Mediterraneo, quella dell’arte dell’arrangiarsi e del non arrendersi mai…
 
- L'Italia e la Grecia. Paesi mediterranei vicini con forti legami storici e culturali. Quale la situazione dei rapporti e della cooperazione culturale tra loro? In quale direzione dovrebbe muoversi essa e come andrebbe ampliata?
 
I rapporti tra Italia e Grecia sono ottimi, proprio in virtù di questo passato comune e di una cultura condivisa. Nel quotidiano, si può notare una naturale simpatia dei greci per gli italiani. Basti pensare al modo di dire “una faccia, una razza” conosciuto da tutti i greci di ogni generazione!
Questa condivisione continua nel mondo dell’arte, grazie, ad esempio, al programma Tempo Forte; si tratta di un programma volto alla creazione di uno scambio strutturato e a lungo termine, che consolida la già proficua collaborazione tra i due Paesi. La promozione delle attività culturali, all’interno di questa cornice, con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia ad Atene ed il costante lavoro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), risulta fondamentale per costruire percorsi duraturi e lungimiranti di cooperazione tra accademici, artisti, operatori culturali italiani e greci.
Quest’anno abbiamo avuto una fitta programmazione di eventi in cui artisti italiani e greci (dai musicisti agli attori, ai fumettisti) si sono confrontati ed hanno mostrato se stessi, nelle differenze e nelle somiglianze.
Anche per il futuro, è bene continuare questo lavoro secondo una visione di insieme coerente col contesto e con la storia ed i legami importanti tra i due Paesi.
 
tempoforte 2019Tempo Forte, un'iniziativa culturale volta "alla creazione di uno scambio strutturato e a lungo termine, che consolida la già proficua collaborazione tra i due Paesi".
 
- L’immagine di entrambi i Paesi è spesso strettamente associata al loro rispettivo passato. Secondo lei, il nostro patrimonio rappresenta un peso o una risorsa per il futuro?
 
Il patrimonio di Paesi con una storia così importante e profonda, così intrecciata, che ancora oggi si radica nella programmazione e nelle politiche culturali delle due nazioni, va sicuramente tenuto in considerazione. È un elemento imprescindibile, con cui ci si confronta praticamente sempre, anche perché il passato in comune ha ancora un peso importante: basti pensare a quanto importanti sono i lasciti delle colonie greche nell’Italia Meridionale; o all patrimonio con cui i Romani hanno influenzato diversi aspetti della vita delle popolazioni del Mediterraneo durante i secoli dell’Impero.
Tuttavia, pur essendo una base da cui partire, questo importante patrimonio si confronta anche con la necessità di rendere più fruibili certi aspetti della cultura, più accessibili e aperti alle variazioni che l’arte e la cultura, sempre in movimento come si muove la società e l’essere umano, naturalmente subiscono.
La tradizione deve essere considerata come un trampolino dal quale si parte verso la contemporaneità e l’innovazione che senz’altro si può apportare a qualsiasi contesto per renderlo più godibile, specialmente per i giovani. L’Istituto Italiano di Cultura di Atene ha sicuramente raccolto questa sfida, si sta misurando con l’antico e col moderno, con la tradizione e con la creatività contemporanea e le nuove tecnologie per poter conciliare la storia in comune del passato con il presente in costante e veloce mutamento.
 
- Quale lo stato attuale dell’italofonia in Grecia e al mondo, e quali le prospettive per il suo sviluppo?
 
Le radici storiche e culturali comuni già evocate sono all’origine di una forte affinità e di una spontanea simpatia nei confronti del nostro Paese e della nostra lingua, insieme ad una generale ammirazione per la cultura italiana. Ho notato che quando i greci e gli italiani si incontrano tendono sempre a sottolineare le cose che hanno in comune piuttosto che le differenze, anche dal punto di vista linguistico.
Ma mi ha sorpresa, in particolare, un dato che, prima di giungere in questo Paese, mi sfuggiva: tra gli anni ’60 e gli anni ’90, circa 300.000 greci hanno condotto studi universitari in Italia, ovviamente in italiano, ponendo le basi per carriere di successo (dalla medicina alla direzione di aziende o del Paese). Anche oggi, nonostante le sfavorevoli congiunture economiche, i giovani greci continuano ad avere un grande interesse nell’imparare le lingue straniere. Essi hanno una marcia in più: conoscono più lingue e sono motivati ad impararle e l’italiano non cessa di essere tra queste.
I Dipartimenti di Italianistica delle università di Atene e di Salonicco offrono continue collaborazioni ed opportunità ai giovani studenti di conoscere la cultura e la lingua italiana. Continueremo il dialogo con questi dipartimenti ed amplieremo la promozione del programma di Tempo Forte che, come specificato, non è un’iniziativa stagionale, ma un vero e proprio percorso che è destinato a crescere e durare.
 
penelopeitalianfocus
L'ulteriore valorizzazione del Teatro e la facilitazione del dialogo italogreco tra i professionisti del settore è una delle priorità dell'Istituto Italiano di Cultura di Atene. Foto dalla rappresentazione "PENELOPE" di Matteo Tarasco, uno dei quattro spettacoli dell'iniziativa del Teatro d'Arte di Karolos Koun, "Italian Focus", organizzata nell'ambito di "Tempo Forte". I quattro spettacoli, allestiti da compagnie teatrali del Sud Italia, andranno in scena nei giorni seguenti a Salonicco (28-30 settembre) ed Atene (1-7 ottobre)/Fonte immagine: Teatro d'Arte di Karolos Koun.  
 
- In quanto direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, quali le priorità del suo mandato in Grecia in termini di diplomazia culturale? Quali settori del patrimonio e della produzione artistica e culturale italiana reputa lei necessario mettere in luce e quali i futuri progetti dell’Istituto?
 
Un settore che si dovrebbe ulteriormente valorizzare è il Teatro, ampliando la programmazione, dato che la Grecia (l’Attica quanto il Peloponneso, basti pensare alla collaborazione che abbiamo avuto con il Festival di Epidauro) offre anche tante location affascinanti e suggestive per poter ospitare gli spettacoli e le performance dei vari artisti.
L‘intenzione è quella di continuare a lavorare sempre nella cornice di Tempo Forte, con l’Ambasciata d’Italia ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: mettere in contatto gli interlocutori nell’ambiente della cultura, cosa che sembra banale e scontata ma che non lo è, creare incontri di idee e far nascere importanti e stimolanti progetti.
In altre parole, l’Istituto italiano di Cultura di Atene vuole restare luogo aperto alle novità e lavorare, in coordinazione con gli altri enti preposti, per fortificare i rapporti tra i due Paesi a partire dalla cultura e dalla lingua, fattori estremamente importanti per il rilancio del Sud Europa, elemento fondamentale nella storia dell’Europa intera.
 
 
*Intervista accordata a Stefanos Dimitriadis per PUNTO GRECIA

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