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Si apre oggi, Venerdì 8 marzo, e fino al 9 giugno 2019, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), la mostra “Dodonaios. L’Oracolo di Zeus e la Magna Grecia”, frutto di una collaborazione internazionale fra l’Ateneo salernitano (Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale), il MAaRC e il Museo Archeologico di Ioannina (Epiro, Grecia).

L’esposizione offrirà ai suoi visitatori un punto di vista originale e finora inedito, ovvero la possibilità di ammirare per la prima volta l’uno accanto all’altro reperti provenienti dagli scavi a Dodona (collezione del Museo Archeologico di Ioannina) e da quelli in Magna Grecia (collezione del MArRC). Oggetti che evidenziano la fama e la celebrità di cui godeva l’oracolo dodoneo nell’antichità, nonché i stretti rapporti, legami e contatti fra le colonie e la patria di origine, fra gli abitanti delle due regioni del Mediterraneo.

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La mostra  è divisa in due sezioni tematiche: la prima dedicata all’ oracolo stesso, alla sua storia e attività, la seconda alle città magno-greche (Taranto, Eraclea, Metaponto, Sibari, Thurii, Hipponion e Reggio) nominate nelle laminette iscritte rivolte al santuario.

E sono proprio esse i veri protagonisti dell’esposizione. Queste piccole lamine in piombo (o più raramente in bronzo), in forma di “telegramma”, che i fedeli recatisi all’oracolo lasciavano per ottenere responsi su questioni relative alla loro vita privata e pubblica, ci permettono uno sguardo alla loro realtà quotidiana, ai loro dilemmi più intimi, alle loro angosce, speranze e desideri.

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In occasione della Mostra è stata creata anche una mappa con aree sensibili, disponibile sul sito web oracledodona.it, che consente sia di visualizzare le città della Magna Grecia da cui provenivano i fedeli, sia di ottenere informazioni sulle città e sulle laminette rinvenute a Dodona.

Per maggiori informazioni:
 
Fonti di informazione (in greco):

s.d. 

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