Odisseas Elitis (1911-1996), secondo premio Nobel per la Letteratura greco (1979), fu una delle figure di maggior rilievo del panorama poetico greco, uno degli esponenti di primo piano, assieme a Giorgos Seferis e Ghiannis Ritsos, della cosiddetta “Generazione degli anni ‘30”, la quale ebbe un ruolo decisivo nel rinnovare la lingua e la poesia greca.

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“Pietre e mare”, Kostas Tsoklis /Fonte: nikias.gr
 
Seguendo la sua ispirazione e muovendosi tra tradizione e novità, la poesia di Elitis costituisce in buona misura un tentativo continuo e ininterrotto di svelare una realtà diversa da quella quotidiana, un “secondo mondo” lontano da nozioni di matrice utilitaristica, un tentativo volto a rivendicare una libertà creativa e intellettuale per l’uomo moderno. Nel fare questo, Elitis ha forgiato lungo la sua carriera un universo lirico del tutto personale fondato sulla lingua e la natura greche. Spesso denominato “il poeta della lingua” per eccellenza, Elitis, alla ricerca del suo linguaggio personale, attinse il suo vocabolario dai diversi strati del plurisecolare palinsesto del greco, istituendo nuovi collegamenti liberatori e anticonvenzionali tra le parole, spingendo la lingua greca ai suoi limiti per oltrepassare quelli della data realtà. Partendo quasi sempre da immagini concrete, lo sguardo estasiato e trasparente di Elitis si posava sul paesaggio con l’intento di leggerne e decifrarne il codice magico e misterioso. Nelle sue poesie, la natura e il paesaggio greco assunsero un forte valore metaforico e i loro componenti (la luce, il sole, il cielo, il mare, le case bianche di calce, l’olivo ecc.) divennero i segni del suo alfabeto poetico, i simboli costanti della sua opera, che gli valsero gli appellativi del “poeta della luce ellenica e dell’Egeo”, del “poeta del sole e del mare”.

Molti di questi elementi tipici e fondamentali dell’immaginario di Elitis (la luce, il sole, il mare) si trovano anche in questo suo “Avvenimento…” poetico accaduto in un mese come quello d’agosto, per convenzione considerato privo di avvenimenti. 

“Avvenimento d’agosto”
(Da “L’albero luce e la Quattordicesima bellezza”, Ikaros, 1971)
 
Volteggiavo nel cielo e gridavo
A rischio di toccare una felicità
Alzai una pietra e mirai lontano
Avvertita dal sole la Sorte
Fingeva di non vedere
E l’uccello della fanciulla prese
una briciola di mare e svanì
 
Τraduzione di Mario Vitti

 

Fonti:

M. Vitti, Elitis, un’amicizia, in “Foro ellenico”, 1 (2005), p. 22-24.
P. M. Minucci, Dossier Odisseas Elitis - Leggendo il verbo oscuro, in “Foro ellenico”, 1 (2005), p. 19-21.
I. Iliopoulou, Il senso della poesia in Elitis, in “Foro ellenico”, 1 (2005), p. 25-26.
O. Elitis, Le opere: poesia - prosa, trad. it. Mario Vitti, Club degli Editori, Milano 1982.
 
(Il numero 1/2005 del “Foro ellenico” contenente il “Dossier: La poesia di Odisseas Elitis” è scaricabile in formato pdf qui).

s.d.

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