Le iniziative e le politiche messe in campo per rafforzare l’interconnessione energetica, la cooperazione regionale e la sostenibilità – con particolare focus sull’energia elettrica – e le principali priorità per il futuro dei Paesi balcanici sono state al centro dell’evento organizzato il 9 marzo 2026 a Salonicco dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dal Forum Economico di Delfi, durante il quale è stato presentato il nuovo progetto dell’OCSE: «Electricity, Digital & Regional Interconnectivity in South East Europe».

Negli ultimi anni, la Grecia ha assunto un ruolo centrale nel settore dei trasporti e delle reti di interconnessione nell’area più ampia dei Balcani. Lo ha sottolineato Nikos Tsafos, Vice Ministro dell’Ambiente e dell’Energia, evidenziando la rilevanza di stabilire regole chiare per facilitare il raggiungimento degli obiettivi di interconnessione, con un’attenzione particolare all’integrazione delle energie rinnovabili nel mix energetico e all’importanza della sicurezza regionale.
Il sig. Tsafos ha spiegato che la Grecia è diventata esportatrice di energia elettrica: lo scorso anno, per un terzo della giornata, il Paese era ancora importatore. Ha aggiunto che la Grecia sostiene un’interconnessione energetica il più intensa possibile, dopo aver negli anni precedenti sperimentato le conseguenze di trovarsi ai margini del sistema energetico europeo. A titolo di esempio, per evidenziare l’importanza dell’interconnessione nei Balcani, il Vice Ministro ha ricordato che nel 2019 il prezzo dell’energia in Grecia era superiore del 34% rispetto alla vicina Bulgaria, mentre oggi, grazie al gasdotto di interconnessione, i prezzi dei due Paesi sono equivalenti.
Ha sottolineato che la Grecia ha subito una trasformazione radicale del proprio mix energetico. «Venti anni fa, il 60% della nostra energia elettrica derivava dal lignite. Lo scorso anno era scesa sotto il 5%». Oltre la metà dell’energia elettrica è oggi prodotta da sole e vento, mentre il Paese si è trasformato in un esportatore netto di energia elettrica, ottenendo ricavi annui pari a 400 milioni di euro, ha osservato il sig. Tsafos.
Sanja Božinovska, Ministra dell’Energia, delle Miniere e delle Risorse Minerarie della Macedonia del Nord, ha sottolineato la rilevanza della cooperazione tra i Paesi dei Balcani e il valore aggiunto per la regione, evidenziando al contempo come il finanziamento sia essenziale per tali progetti.
«Abbiamo pronto un piano strategico per lo sviluppo energetico del Paese per i prossimi 20 anni; sarà però necessario avviare un dialogo anche con le aziende. La nostra agenda riformista per il settore energetico ammonta a 800 milioni di euro: stiamo lavorando per rafforzare la rete e investiamo in sistemi intelligenti», ha dichiarato la Ministra Sanja Božinovska, sottolineando che la Macedonia del Nord punta a trasformarsi da importatrice a esportatrice di energia elettrica.
Corina Crețu, Console Generale della Romania a Salonicco, ha ricordato la firma del Memorandum of Understanding (MoU) con la Moldova, sottolineando il ruolo chiave dell’OCSE nel promuovere l’interconnessione tra i Paesi dei Balcani.
«La Romania sostiene fermamente la cooperazione regionale», ha dichiarato Corina Crețu, sottolineando che l’obiettivo del suo Paese è rafforzare le energie rinnovabili, tema incluso nel programma nazionale per la sicurezza energetica relativo al periodo 2025-2030, nonché ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, promuovere la transizione verso l’energia pulita e sviluppare l’energia nucleare.
Aleksandar Zlatković, Consulente del Ministro delle Miniere e dell’Energia della Serbia, ha sottolineato che «è necessaria una cooperazione regionale e una visione comune: nessun Paese può farcela da solo», soffermandosi poi sui progetti realizzati negli ultimi anni.
«Stiamo realizzando investimenti affinché il Paese diventi un hub energetico e un partner affidabile e attivo per la regione. Entro l’anno inizierà la costruzione di un impianto idroelettrico, mentre stiamo costruendo parchi solari di grande capacità per 1 GW», ha dichiarato il sig. Zlatković, sottolineando l’importanza fondamentale dell’energia nucleare per la Serbia. L’obiettivo è avviare nel 2035 la costruzione delle relative infrastrutture, dopo le necessarie valutazioni.
La discussione è stata moderata da Giorgos Pagoulatos, Ambasciatore della Grecia presso l’OCSE e Presidente degli OECD Friends of South East Europe.
Fonte: ertnews.gr
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