Lunedì 9 marzo 2026, nella Grande Aula delle Cerimonie dell’Università di Atene, si è svolta con successo la Giornata di studio dedicata al progetto «Gestione Digitale dell’archivio dell’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia». Hanno onorato l’evento con la loro presenza il Vice Ministro degli Affari Esteri, Ioannis-Michail Loverdos, il Vice Ministro dell’Istruzione, delle Religioni e dello Sport, Kostas Vlasis, e l’ex Segretario Generale per la Diplomazia Pubblica e per i Greci all’Estero, Professore Emerito Giannis Chrysoulakis. Tra i relatori figurava anche il Presidente dell’Istituto Ellenico di Venezia, Professore Vasileios Koukoussas. L’iniziativa ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione del patrimonio culturale e archivistico dell’Istituto, promuovendo così la sua fruizione e valorizzazione a livello internazionale.

Come hanno sottolineato tutti i relatori, il progetto riguarda la digitalizzazione, la catalogazione e la gestione digitale integrata del patrimonio storico e culturale dell’Istituto, che copre il periodo compreso tra la fine del XV secolo e la metà del XX secolo. Questo ricco materiale — tra cui documenti, codici manoscritti, icone portatili, cimeli e libri antichi — diventa liberamente accessibile al grande pubblico e alla comunità scientifica attraverso un unico archivio digitale e un moderno portale digitale.
Il progetto è stato realizzato con il cofinanziamento dell’Unione Europea, nell’ambito del Programma Trasformazione Digitale 2021–2027, mentre quale beneficiario dell’intervento è stato designato il Conto Speciale dei Fondi di Ricerca dell’Università Aristotele di Salonicco, sulla base di un accordo programmatico con l’Istituto.
Tra i risultati del progetto figura, tra l’altro, la creazione di un moderno portale digitale che consentirà l’accesso libero online al materiale in tre lingue. Inoltre sarà attiva una piattaforma di didattica a distanza, attraverso la quale i contenuti digitali saranno utilizzati in unità didattiche strutturate destinate a tutti i livelli dell’istruzione.
Come ha sottolineato, tra l’altro, nel suo intervento il Vice Ministro degli Affari Esteri, Ioannis-Michail Loverdos: «La digitalizzazione delle collezioni dell’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia rappresenta un progetto di grande valore culturale, scientifico e nazionale. L’Istituto, ente di diritto pubblico dello Stato greco con sede a Venezia, costituisce l’unico istituto di ricerca greco al di fuori del territorio nazionale e, al contempo, il custode di un patrimonio inestimabile che collega l’Ellenismo con uno dei più importanti centri culturali d’Europa. La sua storia, strettamente legata alla presenza della Comunità Greca di Venezia, ha portato alla formazione di un patrimonio culturale di straordinaria ricchezza e profondità storica.
La creazione di un archivio digitale integrato, corredato da metadati scientificamente validati e conforme ai più avanzati standard di conservazione, trasforma le collezioni dell’Istituto Ellenico da materiale accessibile a una ristretta cerchia di studiosi in un patrimonio fruibile da un pubblico più ampio a livello internazionale.
La Biblioteca, con materiali che risalgono al XV secolo — decine di migliaia di volumi, rari libri antichi e preziosi manoscritti greci — rappresenta un vero e proprio polo di ricerca di respiro internazionale.
L’importanza di questa transizione è duplice: da un lato, viene rafforzato l’accesso pubblico alla conoscenza; dall’altro, la digitalizzazione si configura come uno strumento fondamentale per la conservazione e la prevenzione.
Per il Ministero degli Affari Esteri, in qualità di autorità di supervisione, il sostegno e la promozione di questo progetto si inseriscono in una più ampia strategia di diplomazia culturale. La valorizzazione, attraverso i mezzi digitali, della presenza e del contributo greco nel contesto storico di Venezia rafforza l’immagine internazionale della Grecia e mette in rilievo la sua creatività culturale senza tempo. L’accesso a documenti che testimoniano l’attività educativa, economica, ecclesiastica, sociale e culturale dell’Ellenismo a Venezia costituisce un vero e proprio ponte di comprensione e cooperazione con la comunità internazionale.
Questa transizione digitale rende l’Istituto Ellenico non solo custode di una gloriosa storia, ma anche promotore di una visione culturale contemporanea, aperta e proiettata verso l’esterno.»
Secondo il Vice Ministro dell’Istruzione, Kostas Vlasis, relatore principale dell’evento, con il completamento di questo progetto: «Il nostro Paese contribuisce in modo sostanziale alla costruzione di uno spazio condiviso europeo e globale della conoscenza, rafforzando la propria posizione come affidabile custode e promotore della gestione e della trasmissione del patrimonio culturale». Al tempo stesso si aprono «nuove prospettive per la ricerca storica e si rafforza il ruolo dell’Istituto quale centro internazionale di studio della storia dell’Ellenismo nel periodo bizantino e postbizantino».
Infine, come ha sottolineato nella presentazione dei risultati e della struttura del progetto il Responsabile scientifico, Professore Christos Arampatzis: «L’archivio dell’Istituto Ellenico di Venezia costituisce un complesso sistema storico, strettamente legato all’organizzazione istituzionale, ecclesiastica e sociale degli ortodossi greci di Venezia fin dalla fine del XV secolo.
Per quanto riguarda la valorizzazione digitale dell’archivio, in una prima fase si è proceduto alla digitalizzazione dei documenti e dei libri antichi, nonché alla fotografia dei manoscritti bizantini e postbizantini, delle icone e dei cimeli ecclesiastici conservati nell’archivio. Complessivamente sono stati prodotti circa 1.500.000 file digitali ad alta risoluzione.
In una seconda fase è stata realizzata la registrazione e descrizione scientificamente documentata del materiale. In questo contesto sono stati catalogati circa 160.000 documenti archivistici, icone e cimeli ecclesiastici, nonché circa 1.000 rari libri antichi, la maggior parte dei quali stampati da tipografi greci attivi a Venezia. Parallelamente sono stati catalogati 47 preziosi manoscritti bizantini e post-bizantini, tra i quali spicca il codice del Romanzo di Alessandro il Magno, unico per la ricchezza del suo apparato iconografico.
Attraverso questo processo complessivo, i dati sulla vita sociale, economica e culturale dei greci della diaspora, così come sono documentati nell’archivio della prima confraternita organizzata di greci ortodossi al mondo, diventano ora visibili e sistematicamente accessibili.
Quando tra pochi giorni il nuovo portale online sarà aperto al pubblico, ricercatori, insegnanti, studenti, alunni e cittadini interessati da tutto il mondo potranno accedere a un patrimonio inestimabile e in gran parte poco conosciuto dell’Ellenismo, che in passato era molto difficile da consultare.»
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L’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia è un ente di diritto pubblico dello Stato greco e l’unico centro di ricerca della Grecia al di fuori dei confini nazionali, con la missione di promuovere gli studi bizantini e postbizantini. A seguito dell’Atto di Trasferimento del 1953, è passata in suo possesso l’intera proprietà mobile e immobiliare della Comunità Greca di Venezia.
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