L'operazione internazionale di distruzione dell'arsenale chimico siriano non rappresenta una minaccia per l'ecosistema del Mediterraneo. Lo ha dichiarato il 6 febbraio il vice primo ministro e ministro degli Esteri, Evangelos Venizelos, nell'ambito della conferenza sulla strategia europea per la macroregione Adriatico-Ionica. "Le nostre iniziative diplomatiche hanno ottenuto molte garanzie istituzionali e scientifiche sul fatto che non ci sono minacce reali per l'ambiente marino", ha sottolineato il ministro, parlando anche di una "stretta collaborazione" con le Nazioni Unite e i paesi della regione."Per il rispetto dell'ambiente stiamo anche cooperando molto con le ONG, che seguono la vicenda in stretta collaborazione con l'Organizzazione per la messa al bando delle armi chimiche (Opac), e siamo certi che l'ambiente mediterraneo non sarà danneggiato". Il piano di disarmo della Siria prevede la distruzione dell'arsenale chimico entro il 30 giugno; gli agenti chimici saranno trasbordati dalle navi militari norvegese e danese, che li avranno presi in consegna nel porto siriano di Latakia, a quella americana attrezzata per la loro distruzione, nel porto italiano di Gioia Tauro. "Abbiamo ricevuto tutte le rassicurazioni sul fatto che nulla verrà scaricaro in mare", ha sottolineato Venizelos. 
Intanto, nell'ambito dei continui contatti diplomatici della Grecia in questo periodo, Evangelos Venizelos a Strasburgo, dove è stato nei giorni scorsi, ha avuto incontri al fine di garantire che non ci sarà alcun pericolo per l'ambiente marino del Mediterraneo orientale, a causa di affari distruzione del arsenale chimico Siria.  La questione è stata discussa nuovamente nel corso del breve incontro con la sua collega italiana Emma Bonino, trovata anche lei a Strasburgo, per accompagnare il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.