Accoglie i visitatori  al 5 gennaio...
Dal Medio Oriente all'Egitto, alla Grecia e più tardi a Roma, il Mediterraneo è stata la via di comunicazione di idee, conoscenze, credenze, culture e valori, la cui influenza ha cambiato il modo di intendere il mondo. Quella storia è narrata nella mostra  "Mediterraneo, dal mito alla ragione", che, al 5 gennaio propone il Caixaforum di Madrid, curata da Pedro Azara e dal direttore dell'area culturale della Obra Social 'La Caixa', Ignasi Miró. L'esposizione archeologica riunisce una collezione di opere dell'antichità greco-latina intorno a un tema comune: la creazione dello spirito europeo. L'itinerario mostra l'evoluzione del pensiero fra i secoli VI a.C. e IV d.C., attraverso una selezione di 165 opere greche e latine, sculture, rilievi, ceramiche, affreschi, mosaici e gioielli, provenienti da 32 musei europei, in particolare dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal National Archaeological Museum di Atene o dal Skulpturensammlung del Staatliche Kuntsammlung di Dresda.L'evoluzione del Mare Nostrum dai mitici viaggi di Ulisse, Giasone ed Eracle, all'ordinamento dello spazio umano, proprio delle città coloniali greche. 
La mostra è stata definita dai curatori un'esperienza multisensoriale, attraverso la creazione di uno spazio virtuale, con la ricostruzione dell'Agora classica di Atene, il luogo della democrazia, per il dialogo e lo scambio di idee e merci.  E poi rilievi greci di marmo del II secolo d.C., urne cinerarie, affreschi del V secolo d.C., preziosi libri, incunabili di testi greco-latini del XV secolo, per non trascurare il potere della parola. L'intero percorso affonda le radici nelle leggende e nei miti, come quello della Sfinge, o anche l'incontro di Eros e Psiche, perché - ha spiegato Pedro Azara nella presentazione ai media - "la ragione non sostituisce il mito, ma si completano e si arricchiscono a vicenda". 'La persona. Il mistero dell'anima' è lo spazio della mostra che propone una riflessione sulla nuova concezione della persona, che sostituì la forza del guerriero con quella interiore del filosofo.