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Resa famosa in tutto il mondo anche grazie al film “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores (premio Oscar 1992), l’isola di Kastellorizo è una delle più belle e piccole isole della Grecia, una perla nel Mediterraneo orientale. Circondata da un mare cristallino, color smeraldo, l’isola dalle coste ripide e scoscese con la sua pittoresca e variopinta cittadina e la sua bellezza incontaminata è un luogo ideale per chi desideri trascorrere una vacanza all’insegna del relax e della tranquillità, della storia e della cultura. 

Posta ai confini del mar Egeo, all’estremità orientale della Grecia, Kastellorizo dei circa 500 abitanti è la più remota isola dell’arcipelago del Dodecaneso e, con una superficie di poco più di 9 kmq, una delle più piccole del Paese. Conosciuta in greco anche come Megisti o in italiano come Castelrosso, l’isola si trova a un paio di chilometri a ovest delle coste dell’Anatolia meridionale in Turchia, di fronte alla regione storica di Licia, e a circa cinque miglia nautiche dall’isolotto disabitato di Strongili, l’estremo lembo orientale del territorio greco. 

Attrazioni, richiami culturali e curiosità

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Il porto di Kastellorizo con il castello dei Cavalieri di S. Giovanni sullo sfondo (Foto di Chris Vlachos, Port of Castelorizo, CC BY 3.0/Fonte: Wikimedia Commons)

Kastellorizo (pronunciato in greco Kastelòriso) è una di quelle isole che cattura e affascina i suoi visitatori già al primo sguardo. All’arrivo sull’isola, e ancora a bordo del traghetto, uno si trova davanti alla pittoresca cittadina di Megisti con le sue case a due o tre piani che, disposte ad anfiteatro e dipinte a colori vivaci, costituiscono un eccezionale esempio di architettura del Dodecaneso. Megisti, che è l’unico centro abitato dell’isola, è stata costruita nei pressi del castello medievale dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, i cui resti sovrastano ancora l’ingresso del porto. Sita sotto il castello, e scolpita nella roccia, c’è la tomba Licia. Unica nel suo genere in Grecia, la tomba risalente al V secolo a.C., è particolarmente nota per le sue colonne doriche. 

Sempre nella zona del porto, uno trova anche i due musei dell’isola: il Museo Archeologico di Kastellorizo con una collezione che, disposta in ordine cronologico, ripercorre la storia dell’isola dall’antichità fino al secolo XIX e il Museo d’Arte popolare la cui mostra, ospitata in una vecchia moschea, è dedicata alla storia travagliata del posto.

Il più importante monumento archeologico di Kastellorizo, e una delle più popolari attrazioni dell’isola, è Paleokastro (Castello antico in greco), l’antica capitale dell’isola. Situato sul versante occidentale di Kastellorizo, e risalente al III secolo a.C., Paleokastro è cosparso di resti di antiche abitazioni e racchiude entro le sue mure una fortezza e un’acropoli dorica che offre dall’alto della sua posizione una spettacolare vista panoramica sulla regione circostante: la città, l’isola e le coste anatoliche. 

Da vedere anche il monastero di Aghios Georgios detto “della montagna” (in gr. Άγιος Γεώργιος του Βουνού), al quale si accede dal porto salendo una ripida scalinata fatta di quasi 400 gradini di pietra, che nasconde al suo interno la minuscola cappella sotterranea di Aghios Charalambos.   

Da non perdere la Grotta Azzurra (in gr. Γαλάζιο Σπήλαιο), tappa obbligatoria di una vacanza sull’isola. Raggiungibile solo in barca, la Grotta Azzurra è la più celebrata attrazione naturale di Kastellorizo, la più grande grotta marina della Grecia, e sicuramente una delle più impressionanti di tutto il Mediterraneo.

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La Grotta Azzurra a Kastellorizo (Foto di Tilman Vogler/ iStock/Getty Images Plus)

La geologia del luogo, l’incantevole aspro e roccioso paesaggio delle coste dell’isola, non ha consentito la formazione di lunghe distese di sabbia dorata. Ciò, però, non significa che non vi siano i posti dove fare il bagno e prendere il sole. Oltre a Mandraki, una piccola spiaggia di sabbia e ciottoli vicino al porto, uno può tuffarsi in acqua da un molo o uno scoglio alle calette di Fàros o Plàkes. Per chi inoltre può concedersi una gita marittima, sono molto raccomandabili le spiagge delle isolette vicine di Rò, Aghios Georgios e Strongili.

Inoltre, se vi trovate a Kastellorizo d’agosto, vale la pena di seguire anche il programma del Festival “Beyond Borders”, che si svolge ogni anno sull’isola a fine estate. Lanciato nel 2016 da Hellenic History Foundation (IDISME) e dedicato ai film documentari storici e socio-politici, il Festival mira a fare di questa bellissima isola dell'Egeo, situata all’incrocio tra Oriente e Occidente, un punto di riferimento per cineasti, uno spazio dedicato alla cooperazione culturale tra registi ed autori di tutto il mondo. L'edizione di quest'anno, che si terrà sotto l'egida del Segretariato generale per i Greci all'estero del Ministero degli Affari Esteri, avrà luogo tra il 23 e il 30 agosto 2020.

Luogo incantato e ricco di storia, di una bellezza serena, dignitosa e a tratti selvaggia, l’isola di Kastellorizo e la sua unica cittadina hanno fatto da scenario al film “Mediterraneo” (1991) di Gabriele Salvatores. Girata in varie località nei dintorni di Megisti, la pellicola, con un cast internazionale composto da attori italiani e greci e ambientata durante la seconda guerra mondiale, ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero nel 1992.  

Affascinato dall’isola e dalla sua atmosfera rimase però anche David Gilmour, chitarrista e cantante del gruppo storico Pink Floyd, che nel 2006 dedicò a Kastellorizo la prima traccia (un brano strumentale intitolato appunto “Castellorizon”) del suo album solista “On an island”. 

Breve storia di Kastellorizo

history 1 1024px Castelorizon
Il porto di Kastellorizo (Foto di Chris Vlachos, Castelorizon, CC BY 3.0/ Fonte: Wikimedia Commons)

Nonostante le sue ridotte dimensioni, Kastellorizo vanta una lunga storia che affonda le sue radici nel primo neolitico, periodo a cui risalgono i primi segni di presenza umana sull’isola. Essendo vicino alla cosiddetta “culla della civiltà”, la Mezzaluna Fertile, e avendo in epoche successive una posizione centrale e strategica lungo le rotte commerciali che univano l’Europa, il Nord Africa, l’Asia e il Medio Oriente, la storia dell’isola fu fortemente condizionata dalla sua geografia. Già dall’antichità, quindi, Kastellorizo vedrà il susseguirsi di varie popolazioni sul suo territorio. Come testimoniato dai vari reperti e iscrizioni rinvenuti nelle indagini archeologiche, dai coloni dorici, probabilmente i primi a stabilirsi sull’isola e quelli che la battezzarono con il nome di Megisti, e dai fenici più tardi, Kastellorizo passò in età ellenistica sotto il governo di Rodi che mantenne il controllo sull’isola anche durante il periodo bizantino. 

Nel 1306, venne conquistata dai Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme, i quali costruirono su una roccia rossastra adiacente all’ingresso del porto un castello. Fu questa rocca, secondo una delle tesi proposte, a dare il suo nome attuale all’isola, Kastellorizo ovvero Castello Rosso. Secondo un’altra, invece, il nome indicherebbe la posizione dell’unico insediamento dell’isola, che si era man mano formato alle pendici del castello, e deriverebbe dalle parole greche “καστέλι” (di derivazione latina) e “ριζά”, ossia “pendici”. Gli anni successivi al dominio dei giovanniti sarebbero scanditi da un rapido e continuo alternarsi di padroni e dominatori stranieri, di conquiste, distruzioni e ricostruzioni. Nel 1440 l’isola venne presa dai mamelucchi d’Egitto, cui succedettero in seguito e in rapida sequenza i catalani, gli aragonesi di Napoli, gli spagnoli e infine, gli ottomani che conquistarono l’isola nel 1522. A parte due brevi intervalli di dominio veneziano nel Cinque e Seicento e un periodo durante la Rivoluzione greca quando la popolazione si unì agli altri greci insorti contro gli ottomani, l’isola rimase sotto il controllo della Sublime Porta fino ai primi del Novecento. 

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Vista di Castellorizo (qui denominata Castel Ruggio);  illustrazione tratta da “Archipelago” di Vincenzo Maria Coronelli (Fonte: Travelogues/Aikaterini Laskaridis Foundation)

A cavallo del secolo, grazie al commercio marittimo e alla pesca, l’isola entrò in una fase di sviluppo economico e di crescita demografica, arrivando nel 1910 a toccare i 15.000 abitanti, il numero più elevato registrato nella sua storia. Tuttavia, lo scoppio della prima guerra mondiale pose bruscamente fine a questo periodo di pace e benessere. Nel corso del conflitto, dopo alterne vicende e alcuni falliti tentativi di unificazione con la Grecia (avviati già nel 1913), Kastellorizo venne nel 1915 conquistata dalla marina militare francese. Finita la guerra l’isola venne assegnata con il Trattato di Sèvres all’Italia ed entrò a far parte delle Isole italiane dell’Egeo. Gli anni del dominio italiano, di cui rendono ancora testimonianza alcune strutture civiche in stile coloniale all’interno dell’abitato, furono segnati dall’inizio di un fenomeno che d’allora in poi avrebbe accompagnato la storia di Kastellorizo quasi fino ai nostri giorni; quello dell’emigrazione di massa, in parte invertito negli ultimi anni. Il grande esodo dei suoi abitanti, dovuto anche al crollo economico mondiale del periodo interbellico, comportò un calo radicale della popolazione dell’isola che all’inizio della seconda guerra mondiale contava ormai soltanto 1.500 persone. Alla fine della guerra, che aveva causato gravi danni all’isola, Kastellorizo rimase sotto il controllo degli Alleati fino a quando nel marzo 1948 si unì assieme al resto del Dodecaneso alla Grecia.

*Immagine di copertina: Foto di Metin Bul / iStock / Getty Images Plus

Fonte principale:
(in inglese)

s.d.

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