Dal 24 ottobre 2015 al 10 aprile 2016 la Casa dei Carraresi a Treviso ospiterà la più grande retrospettiva sulla giovinezza di El Greco. La mostra “El Greco in Italia, Metamorfosi di un genio” si sofferma sulle tappe principali che hanno scandito il complesso artistico e spirituale dell’artista cretese, seguendolo tra Creta, l’Italia e la Spagna. La mostra illustra un percorso di opere prodotte dall’artista, soprattutto durante la sua permanenza in Italia, e dai grandi maestri che hanno influenzato il suo lavoro tra cui Tiziano, Tintoretto, Correggio, Jacopo Bassano.

Per la prima volta al mondo, un’esposizione dedicata a quel periodo del pittore ci offre la possibilità di scoprire gli anni della trasformazione dell’artista “che sconvolse Manet, Cézanne e Picasso” ; un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso la progressiva trasformazione dell’artista e il percorso che lo porterà alla realizzazione di capolavori assoluti e alla creazione di un linguaggio che non ha paragoni.

El Greco, nome d'arte di Dominikos Theotokopoulos (Δομήνικος Θεοτοκόπουλος) nacque a Creta (Candia, 1541), che all'epoca faceva parte della Repubblica di Venezia ed era il centro della famosa Scuola cretese, un importante movimento pittorico post-bizantino. Nel 1567, all'età di 26 anni, già maestro d'arte, Theotokopoulos si trasferì nella Serenissima. Durante il soggiorno in Italia, il pittore greco si trasformò in un artista innovativo e rivoluzionario, modificando il suo stile in modo sostanziale, arricchendolo con elementi tratti dal manierismo e dal Rinascimento veneziano, ispirati soprattutto al Tintoretto nelle linee sinuose ed allungate, nel senso del movimento e nella drammaticità dell'illuminazione, ed al tardo Tiziano nell'uso del colore. Nel 1577 Theotokopoulos si trasferì a Toledo, in Spagna, dove visse e lavorò fino al giorno della morte (Toledo, 7 aprile 1614).

La mostra mira a portare il visitatore alla scoperta di questo pittore visionario, capace di sconvolgere l’estetica a lui contemporanea con toni drammatici e un linguaggio fantasioso ed espressionista. “El Greco possedeva un senso della rappresentazione che va oltre gli stili e le epoche, un modo di intendere l’immagine e il cromatismo che senza dubbio può definirsi universale. El Greco non seguiva nessuna delle regole accettate dalla gran parte dei pittori e dei mecenati del Cinque-Seicento. Offre quindi un esempio di come le cose si possono approcciare in modo diverso, originale e stimolante. È questo misto di Creta, Venezia e Castiglia che emerge nei suoi quadri in una fusione totale. Tra le caratteristiche più impressionanti della sua opera, si distinguono le figure allungate come fiamme e la vivida luminosità delle sue tinte con una luce intensa che accende il colore”.

 

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