La migrazione dei giovani greci educati che cercano lavoro fuori Grecia posa nuove sfide, considerando la crisi profughi che affronta l’ Europa (e la Grecia in particolare) però anche le difficoltà finanziarie provenendo della recessione internazionale e la crisi finanziaria.

I governi greci, dopo la seconda guerra mondiale, hanno incoraggiato la migrazione della forza di lavoro greca in modo che l’ interno mercato di lavoro si decomprima. Anzi, alla meta di 1970 erano proposti incentivi di rimpatrio per paura delle conseguenze della migrazione continuata. In questo tempo cambia anche il profil migratorio del paese : l’afflusso dei migranti stranieri (dall’Africa e Asia) è equivalente all’uscita dei migranti greci. Il 1989 segna l’ afflusso dei migranti dall’ Europa de l’Est. 914.000 stranieri abitavano in Grecia in 2011, un numero che si è abassato a 450.000 in 2014, a causa della crisi economica. Allo stesso tempo, 580.000 migranti (il cui 50% viene dalla Siria) sono entrati in Grecia dalla Turchia, fino all’ ottobre 2015 : si tratta anche di personne educate, ma purtroppo manca la discussione sopra un loro contributo possibile alla ricostruzione economica del paese.

La migrazione dei greci comincia alla fine del 19imo secolo e la cima è in 1920 (Stati Uniti) e fra 1955 e 1977 (Germania, Australia, Stati Uniti, Canada) e le personne che hanno immigrato, avevano sopratutto un livello educativo basso. Ce ne sono 4 categorie di greci che hanno preso il tragitto migratorio oggi : ex-migranti che erano ritornati in Grecia (cittadini dei paesi della loro iniziale immigrazione), le loro famiglie, professionali/scienziati, personne di livello educativo basso che spesso (mancanno le rete di aiuto e le abilità di lavoro) hanno bisogna di ritornare in Grecia.

Le raggioni dei giovani educati per partire (8%-11% dei greci), sono l’incapacità di usare le loro capacità e conoscenza in Grecia, la mancanza di opportunità di riconoscimento e di sviluppo di carriera, l’ ambiente di lavoro e la qualità di vita all’ estero, siccome i giovani si approcciano la loro vita e la loro carriera in un contesto mondiale, come cosmopolita.

Malgrado l’ esistenza dell’ Iniziativa ellenica, dei Economisti greci per la riforma , c’è bisogno di una collaborazione con le rappresentanze consolari, della ridefinizione della missione del Segretariato Generale dei Greci in Estero per la definizione degli obiettivi nazionali, di una riforma istituzionale delle Università greche, di informazione sulle strategie di sfruttamento delle capacità della diaspora, di riforme al piano istituzionale greco, di chiarire le linee-guida dell’imprenditorialità, di un sistema di imposta stabile, della facilitazione dell’ imprenditorialità, della riduzione della corruzione, della cooperazione di partenariato fra imprese, della cooperazione di ricerca, della creazione di rete scientifiche, tecnologiche e imprenditoriali, della cooperazione fra ministeri, banche, organizzazioni che promuovono gli investimenti e di Camere di Commercio per aiutare i giovani greci, che vogliono partire, ritornare oppure rimanere in Grecia.

C’è un grande numero di personale greco altamente specializzato in Grecia e fuori Grecia. Secondo il Consiglio Europeo di Ricerca fra 2007 e 2011 c’erano i greci del estero che avevano ricevuto il più gran numero di borse e la Grecia è il paese che ha esportato il più grande numero di scienziati. Inoltre, il numero di ricercatori greci che hanno avuto una borsa dal CER, come percentuale del popolo greco, è equivalente al percentuale di ricercatori che vengono dalle economie europee di innovazione.

 

Basato su un’analisi di Jennifer Cavounidis per il Consiglio Translatlantico di Politica per la Migrazione

http://www.migrationpolicy.org/research/changing-face-emigration-harnessing-potential-new-greek-diaspora

http://greekeconomistsforreform.com/EL/general/economic-research-and-economic-policy-crete-conference/