Un aspetto diverso del disastro dell'Asia Minore riguardante gli insediamenti temporanei dei profughi nei monumenti religiosi, dove hanno trovato rifugio quando sono stati costretti a lasciare le loro case, è presentato dal Ministero della Cultura e dello Sport nella Rotonda di Salonicco (La tomba di Galerio), dal 9 settembre sino alla fine dicembre 2022. 

La mostra si concentra, da un lato, sull'uso dei monumenti religiosi come rifugio temporaneo per i profughi, e dall'altro, sul trasporto e salvataggio, da parte di famiglie di profughi, di molti cimeli, principalmente icone portatili, dalle loro regioni di origine, come la Tracia orientale, Costantinopoli e l'Asia Minore, con la presentazione, per la prima volta in una mostra, di 36 icone e reliquie religiose.

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Nella prima sezione della mostra, intitolata "I profughi nei monumenti di Salonicco", viene catturata l'immagine della città nel decennio critico 1912-1922, attraverso un ricco materiale pittorico, cartoline e ritagli di giornale. Ιn questo periodo i monumenti della città, dopo la liberazione, divennero luogo di insediamento di molti profughi, sia dai paesi balcanici (1912-1917), sia colpiti dal fuoco dopo l'incendio del 1917, o il disastro dell'Asia Minore (1919-1922 ), che è e il culmine di questo periodo.

Allo stesso tempo, viene presentata la guerra greco-turca in Asia Minore e, in particolare, l'allontanamento dei profughi dalla Tracia orientale, nonché il viaggio dei profughi a Salonicco. La sezione si conclude con l'insediamento in città, ed in particolare nell'area dell'acropoli, dove furono costruite una serie di strutture temporanee e di abitazioni a contatto con le mura di fortificazione bizantine della città, ma anche in templi, e soprattutto nel tempio della Madonna di Achiropiitos (non fatta da mano umana). Achiropoiitos fu per quattro anni luogo di accoglienza dell'ultima ondata di profughi del 1922, in quanto nel 1926, seguito di azioni della Metropoli e del Servizio Archeologico, i profughi furono allontanati, con l'obiettivo di restaurare e consacrare il tempio.

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Molti erano i profughi che si stabilirono nella Ano Poli, costruendo baracche a contatto con i castelli, mentre molti trovarono rifugio nel centro della città, nelle chiese, incentrate sulla chiesa della Madonna Achiropiitos, nelle scuole, nelle moschee e nei centri commerciali. Allo stesso tempo, altri profughi si stabilirono a Kalamaria, Toumba e Agia Fotini, altri si diressero verso la periferia, e si stabilirono in campi, o stabilirono insediamenti, in memoria delle patrie indimenticabili (Kordelio, Menemeni, Xirokrini, Nea Efkarpia, Nea Krini, Nea Michaniona, Nea Magnesia, Sykies, Neapoli, Saranda Ekklesies).

Il materiale della sezione è messo a disposizione dal Centro Storico del Comune di Salonicco, dal Museo della Fotografia, l’ELIA-MET e dagli archivi privati ​​di I. Mittou, P. Eleftheriou e G. Konstantinidis.

ROTONDA 6 Ministero della Cultura e dello Sport.jpg ertnews.gr

Fonte testo e immagini: Ministero della Cultura e dello Sport di Grecia 

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P.K.

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